Migrazioni e politiche territoriali nella BAT: il 30 settembre MiCS fa tappa a Trani

Dopo l’appuntamento di Foggia, il percorso di MiCS – Migrazione Condivisa e Sostenibile prosegue nella provincia di Barletta-Andria-Trani. La seconda tappa si terrà mercoledì 30 settembre 2026, dalle 9.00 alle 17.30, negli spazi della Biblioteca comunale Giovanni Bovio di Trani. 

MiCS è il percorso partecipativo promosso dalla Regione Puglia – Sezione Sicurezza del cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia sociale, nell’ambito del progetto Puglia Inte(g)razione. Interazione e Governance interculturale, finanziato dal Fondo FAMI 2021-2027 e implementato da NOVA – Consorzio Nazionale per l’Innovazione Sociale. 

Il percorso coinvolgerà le sei province pugliesi con l’obiettivo di raccogliere bisogni, esperienze e proposte da far confluire nella costruzione del nuovo Piano regionale delle politiche migratorie. La tappa di Trani vedrà la partecipazione di istituzioni, enti locali, servizi pubblici, organizzazioni sindacali, associazioni, realtà del Terzo settore, studiosi e cittadini con esperienza migratoria. 

In apertura dei lavori, i saluti istituzionali di Marco Galiano, Sindaco di Trani, e dell’Assessora regionale alla Cultura e alla Conoscenza Silvia Miglietta.  

Ad aprire il confronto sarà il MICS Talk di Grazia Moschetti, dell’Unità Disuguaglianze globali e Migrazioni di ActionAid Italia. Il contributo avvierà il successivo lavoro dei partecipanti, chiamati non soltanto a descrivere le criticità presenti nella provincia, ma anche a individuare esperienze da valorizzare e proposte concretamente utilizzabili dalla programmazione regionale. 

Quattro tavoli per costruire proposte 

La parte centrale della giornata sarà articolata in quattro laboratori partecipativi dedicati alle tematiche del Lavoro, Abitare, Salute ed Empowerment. 

Nella sessione della mattina si svolgeranno parallelamente il Tavolo sulle politiche per il lavoro, che proverà a rispondere alla domanda “Come costruire percorsi di inclusione lavorativa realmente efficaci?”, e quello sulle Politiche abitative, che si confronterà sulle possibili politiche e gli interventi per un abitare dignitoso e inclusivo. 

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, si terranno il Tavolo sulla salute, incentrato su come garantire un accesso equo e universale ai servizi, e quello sull’Empowerment, dedicato agli strumenti necessari per rafforzare partecipazione, cittadinanza e protagonismo delle persone migranti. 

Ogni tavolo sarà accompagnato da ricercatori e facilitatori. Gli esiti confluiranno nel report provinciale e contribuiranno, insieme a quelli delle altre tappe, alla costruzione del nuovo Piano regionale. 

La presenza migrante nella provincia BAT 

Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2025, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, alla fine del 2024 nella provincia di Barletta-Andria-Trani risiedevano 11.657 cittadini migranti, pari al 4% della popolazione complessiva. 

Pur essendo la provincia pugliese con il numero più contenuto di residenti migranti, nel corso del 2024 la BAT ha registrato una crescita del 6,7%. La componente femminile rappresenta il 47,9% dei residenti, un dato che segnala la compresenza di percorsi lavorativi, ricongiungimenti familiari e processi di stabilizzazione.

La configurazione policentrica della provincia pone una specifica esigenza di coordinamento. Le persone possono risiedere in un comune, lavorare in un altro e rivolgersi altrove per accedere ai servizi sanitari, sociali o amministrativi. Le politiche per l’inclusione alla partecipazione dei migranti devono quindi mettere in relazione città, ambiti territoriali, servizi e soggetti sociali, superando frammentazioni che rischiano di rendere più difficile l’esercizio dei diritti. 

Lavoro e riconoscimento delle competenze 

Agricoltura, manifattura, edilizia, commercio, turismo, ristorazione e lavoro domestico e di cura sono alcuni degli ambiti nei quali è presente il lavoro delle persone migranti nella provincia BAT. 

I dati regionali mostrano che in Puglia il tasso di occupazione dei cittadini migranti è sostanzialmente analogo a quello degli italiani, rispettivamente il 51,5% e il 51,1%. Il tasso di disoccupazione dei cittadini migranti raggiunge però il 18,3%, contro l’8,8% degli italiani. Inoltre, un lavoratore migrante su due, il 50,2%, svolge un lavoro manuale non qualificato. 

Il tema non è dunque soltanto favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, ma contrastare la concentrazione nelle mansioni meno qualificate, prevenire lo sfruttamento, riconoscere le competenze acquisite nei Paesi di origine e costruire possibilità di crescita professionale. Nel territorio della BAT assume particolare rilievo anche il collegamento tra luoghi di residenza, aree produttive e sistemi di trasporto, soprattutto per chi lavora in agricoltura o svolge attività discontinue e stagionali. 

Abitare e costruire autonomia 

L’accesso alla casa costituisce una delle principali difficoltà incontrate dalle persone migranti, anche quando dispongono di un reddito regolare. Alla ridotta disponibilità di alloggi a costi sostenibili possono aggiungersi diffidenza dei proprietari, richieste di garanzie difficili da soddisfare, discriminazioni e contratti informali. 

Nelle città costiere, la domanda turistica e la diffusione delle locazioni brevi possono ridurre ulteriormente l’offerta destinata alla residenza stabile. Nei centri interni possono invece essere disponibili abitazioni economicamente più accessibili, ma distanti dai luoghi di lavoro e dai servizi. 

La presenza nella provincia di diversi enti titolari di progetti del Sistema di accoglienza e integrazione – tra Andria, Barletta, San Ferdinando di Puglia, Trani, Bisceglie e la stessa Provincia – rappresenta un patrimonio di esperienze da collegare alle politiche abitative ordinarie. La sfida è accompagnare le persone verso soluzioni autonome e stabili, evitando che la conclusione dei percorsi di accoglienza produca nuove condizioni di precarietà. 

Salute e accessibilità dei servizi 

La presenza migrante nella BAT è sempre più caratterizzata da percorsi di stabilizzazione e da una composizione sostanzialmente equilibrata tra uomini e donne. I servizi sanitari devono quindi rispondere ai bisogni di lavoratori, donne, minori e famiglie che vivono stabilmente nel territorio. 

L’esistenza di strutture sanitarie non garantisce, da sola, un accesso effettivo. Distanze, orari di lavoro, difficoltà linguistiche, scarsa conoscenza dei servizi e complessità amministrative possono indurre le persone a rinviare la prevenzione e le cure. 

Occorre rafforzare informazione plurilingue, mediazione interculturale, medicina di prossimità e collaborazione tra servizi sanitari, ambiti sociali, associazioni e Terzo settore. In una provincia policentrica, particolare attenzione deve essere dedicata alla continuità dei percorsi e alla possibilità di accedere ai servizi indipendentemente dal comune di residenza. 

Empowerment e partecipazione 

Il tavolo sull’empowerment partirà dalla necessità di riconoscere i cittadini e le cittadine migranti non soltanto come destinatari delle politiche, ma come soggetti capaci di contribuire alla loro costruzione. 

Associazioni, comunità, organizzazioni sindacali e reti informali svolgono già un’importante funzione di orientamento, solidarietà e mediazione. Il loro coinvolgimento non può però limitarsi alla diffusione delle informazioni o al contatto con i potenziali beneficiari dei progetti. 

Rafforzare l’empowerment significa sostenere l’associazionismo, valorizzare competenze e saperi, promuovere il protagonismo delle donne e delle nuove generazioni e costruire occasioni stabili di confronto con le istituzioni. Significa soprattutto creare le condizioni affinché le esperienze delle persone migranti possano incidere sulle decisioni e rendere le politiche più aderenti ai bisogni del territorio. 

Il laboratorio partecipativo provinciale di Trani rappresenterà quindi un’occasione per mettere in relazione dati, esperienze e punti di vista differenti. L’obiettivo non è soltanto fotografare la situazione della provincia, ma trasformare la conoscenza del territorio in proposte per una politica regionale delle migrazioni più partecipata, accessibile e capace di accompagnare percorsi reali di autonomia. 

Il programma di Trani: Programma
Iscrizioni al Percorso MiCS: COMPILA
Informazioni: puglia@integrazione.org