Migrazioni e politiche territoriali in Salento: 11 e 12 novembre ultime due tappe del roadshow MiCS a Brindisi e Lecce

Il roadshow MiCS – Migrazione Condivisa e Sostenibile si avvia alla conclusione con due appuntamenti consecutivi nel Salento: mercoledì 11 novembre 2026, nel Mediaporto di Brindisi, e giovedì 12 novembre, nel Convitto Palmieri di Lecce. Entrambe le giornate si svolgeranno dalle 9:30 alle 17:30.

MiCS è il percorso partecipativo promosso dalla Regione Puglia – Sezione Sicurezza del cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia sociale, nell’ambito del progetto Puglia Inte(g)razione. Interazione e Governance interculturale, finanziato dal Fondo FAMI 2021-2027 e realizzato da NOVA – Consorzio Nazionale per l’Innovazione Sociale.

Dopo le tappe di Foggia, Trani, Bari e Taranto, il percorso raggiunge le province di Brindisi e Lecce, due territori limitrofi che condividono importanti dinamiche economiche e sociali, pur presentando caratteristiche differenti nei processi di inserimento e partecipazione delle popolazioni migranti.

L’obiettivo degli incontri è, ancora una volta, raccogliere bisogni, esperienze e proposte di istituzioni, enti locali, servizi pubblici, organizzazioni sindacali, associazioni, realtà del Terzo settore e cittadini con esperienza migratoria, per contribuire alla costruzione del nuovo Piano regionale delle politiche migratorie.

Due province, oltre 45mila residenti stranieri

Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2026, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, alla fine del 2025 nelle province di Brindisi e Lecce risiedono complessivamente 45.375 cittadini stranieri, pari a oltre un quarto della popolazione straniera residente in Puglia.

La provincia di Lecce conta 31.147 residenti stranieri, pari al 4,1% della popolazione provinciale, con un incremento del 6,9% rispetto al 2024. A Brindisi i residenti stranieri sono 14.228, il 3,8% della popolazione, in crescita del 6,4%.

Si tratta di presenze ormai strutturali, che contribuiscono alla vita economica e sociale dei territori. Accanto ai nuovi ingressi, assumono crescente rilevanza i percorsi di stabilizzazione, la formazione di nuclei familiari e l’invecchiamento delle collettività immigrate. Proprio Brindisi e Lecce registrano, infatti, le quote più elevate della regione di residenti stranieri con almeno 65 anni, rispettivamente l’8,2% e il 6,8%.

Lavoro e imprenditoria: tra dinamismo economico e disuguaglianze

Agricoltura, turismo, ristorazione, commercio, edilizia e lavoro domestico e di cura rappresentano ambiti importanti dell’inserimento economico delle persone migranti nelle due province.

Il territorio salentino presenta inoltre una particolare vitalità dell’imprenditoria immigrata. Secondo i dati del Dossier 2026, Lecce concentra 8.879 imprese a titolarità immigrata, quasi il 40% del totale regionale, con un’incidenza dell’11,9% sul tessuto imprenditoriale provinciale, la più elevata della Puglia. Brindisi registra invece, tra il 2020 e il 2025, la crescita percentuale più sostenuta della regione delle imprese immigrate, pari al 27,2%. Dati che testimoniano il dinamismo imprenditoriale delle persone migranti e il loro contributo alla crescita e alla diversificazione delle economie locali.

Permangono, tuttavia, importanti disuguaglianze. A livello regionale, il 50,8% degli occupati stranieri svolge professioni manuali non qualificate, contro il 10,4% degli italiani. La concentrazione nei segmenti meno qualificati del mercato del lavoro, le difficoltà di riconoscimento delle competenze e i rischi di sfruttamento rappresentano questioni centrali anche per Brindisi e Lecce.

Nelle aree agricole, soprattutto in presenza di occupazioni stagionali, assumono particolare rilievo le condizioni contrattuali, la disponibilità di trasporti e l’accesso ad abitazioni dignitose. Nei territori costieri, la stagionalità turistica può invece accentuare la discontinuità occupazionale. La sfida è costruire percorsi lavorativi che non si limitino a favorire l’accesso all’occupazione, ma garantiscano diritti, qualificazione professionale e possibilità di autonomia.

Abitare: superare precarietà e frammentazione degli interventi

L’accesso alla casa costituisce una questione trasversale alle due province, sebbene assuma forme differenti nei diversi contesti territoriali. Nelle località turistiche, la pressione delle locazioni stagionali può rendere più difficile trovare abitazioni disponibili a prezzi sostenibili. Nelle aree agricole, la distanza tra luoghi di lavoro, centri abitati e servizi può aggravare le condizioni di precarietà, soprattutto per i lavoratori stagionali.

Anche per chi dispone di un reddito regolare, l’accesso al mercato privato delle locazioni può essere ostacolato da discriminazioni, richieste di garanzie e scarsità di alloggi accessibili.

Le due province dispongono di una rete articolata di esperienze di accoglienza e integrazione, in particolare nell’ambito del Sistema di accoglienza e integrazione (SAI). Il tema è rafforzare il collegamento tra queste esperienze e le politiche abitative ordinarie, affinché l’uscita dai percorsi di accoglienza non coincida con nuove condizioni di vulnerabilità.

Salute ed Empowerment: servizi accessibili e cittadinanza attiva

La stabilizzazione delle presenze migranti richiede servizi capaci di rispondere a bisogni sempre più diversificati. La presenza di famiglie, minori e persone anziane rende necessario rafforzare l’accessibilità dei servizi sanitari e sociosanitari, la prevenzione e la continuità delle cure.

Distanze territoriali, barriere linguistiche, difficoltà amministrative e condizioni lavorative possono ostacolare l’accesso effettivo ai servizi. Mediazione interculturale, informazione plurilingue e collaborazione tra strutture sanitarie, servizi sociali e Terzo settore costituiscono strumenti essenziali per ridurre queste disuguaglianze.

Altrettanto centrale è il tema della partecipazione. Brindisi e Lecce presentano un patrimonio di associazioni, reti sociali ed esperienze interculturali che può contribuire alla costruzione di politiche maggiormente aderenti ai bisogni dei territori.

Rafforzare le politiche per l’empowerment significa riconoscere le persone migranti non soltanto come destinatarie di interventi, ma come soggetti capaci di partecipare alle decisioni pubbliche, valorizzando il ruolo delle associazioni, delle donne e delle nuove generazioni.

Quattro tavoli per il nuovo Piano regionale

Le giornate di Brindisi e Lecce saranno articolate in momenti di confronto in plenaria e quattro laboratori partecipativi, coordinati da Nova, dedicati a Lavoro, Abitare, Salute ed Empowerment.

La mattina, dopo i MiCS Talks del mediatore e regista Hamado Tiemtore e del sociologo Antonio Ciniero, a partire dalle 10.30 si svolgeranno in parallelo i tavoli su Lavoro e Abitare; nel pomeriggio, a partire dalle 14:30, quelli dedicati a Salute ed Empowerment. I partecipanti saranno accompagnati da ricercatori e facilitatori nell’individuazione delle principali criticità, delle esperienze da valorizzare e delle proposte da sottoporre alla programmazione regionale.

Le proposte emerse contribuiranno, insieme a quelle raccolte nelle precedenti tappe, alla definizione del nuovo Piano regionale delle politiche migratorie della Puglia.

Due giornate per trasformare la conoscenza dei territori in proposte concrete, rafforzando il ruolo delle comunità locali e delle persone migranti nella costruzione delle politiche pubbliche.

Brindisi – 11 novembre 2026 | Mediaporto | ore 9:30–17:30
Programma

Lecce – 12 novembre 2026 | Convitto Palmieri | ore 9:30–17:30
Programma

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. Per l’iscrizione, COMPILA
Per informazioni: puglia@integrazione.org