Il 28 ottobre, dalle 9.30 alle 17.30, la Biblioteca civica Acclavio ospiterà il Laboratorio partecipativo MiCS di Taranto, dedicato alla costruzione del nuovo Piano regionale delle politiche migratorie.
Dopo i saluti istituzionali a cura del Comune di Taranto e della Regione Puglia e l’introduzione agli obiettivi del Piano, Giuseppe Morgese, professore di Diritto dell’Unione europea all’Università di Bari, interverrà sul nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
Al centro della giornata ci saranno i tavoli tematici, spazi di confronto per condividere esperienze e formulare proposte: al mattino si lavorerà sulle politiche per il lavoro e l’abitare, nel pomeriggio sulle politiche per la salute e l’empowerment, con attenzione all’accesso ai servizi, alla partecipazione e al protagonismo delle persone migranti. Ogni sessione si concluderà con una restituzione in plenaria dei risultati.
Alcuni dati sulla provincia tarantina
La provincia di Taranto attraversa una fase di profonde trasformazioni economiche, sociali e demografiche. La crisi del modello di sviluppo industriale che ha segnato la storia del territorio, le difficoltà del mercato del lavoro, l’emigrazione giovanile e il progressivo invecchiamento della popolazione pongono interrogativi importanti sul futuro delle comunità locali. Si tratta di processi che interessano, con intensità differenti, tanto il capoluogo quanto i comuni della provincia e che rendono sempre più urgente ripensare le politiche di sviluppo, rafforzando la capacità del territorio di generare opportunità, garantire diritti e valorizzare le risorse sociali ed economiche presenti.
In questo scenario, le migrazioni rappresentano una dimensione importante delle trasformazioni in corso e possono contribuire alla rigenerazione economica e sociale del territorio. La presenza di cittadini e cittadine straniere può sostenere il sistema produttivo, contribuire alla tenuta demografica delle comunità locali e arricchire il tessuto sociale e culturale. Perché queste potenzialità possano tradursi in processi di sviluppo condiviso, è però necessario costruire condizioni che favoriscano l’accesso al lavoro dignitoso, all’abitazione, ai servizi e alla partecipazione alla vita collettiva.
I dati dell’ultimo Dossier Statistico Immigrazione, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, restituiscono un quadro particolarmente significativo. Alla fine del 2025, nella provincia di Taranto risiedevano 19.508 cittadini stranieri, pari al 3,6% della popolazione provinciale e all’11,8% dei residenti stranieri della Puglia. Rispetto al 2024, quando erano 17.934, si registra una crescita dell’8,8%, la più elevata tra le province pugliesi e superiore alla media regionale (+6,9%). Un dato che assume particolare rilevanza in un contesto segnato dal declino demografico e che invita a considerare le migrazioni non soltanto attraverso la lente dei bisogni di accoglienza, ma anche come componente strutturale delle dinamiche di trasformazione del territorio.
La popolazione straniera presenta inoltre una struttura demografica relativamente giovane: circa sette residenti stranieri su dieci hanno meno di 45 anni, mentre gli ultrasessantaquattrenni rappresentano appena il 5,6%. Si tratta di una differenza importante rispetto alla popolazione italiana della provincia, caratterizzata da un’incidenza molto più elevata delle classi di età anziane. La presenza migrante può dunque contribuire a contrastare gli effetti dell’invecchiamento, sostenere il ricambio generazionale e mantenere vitali le comunità locali, a condizione che siano disponibili opportunità di inserimento sociale e lavorativo.
La composizione delle collettività presenti conferma la pluralità delle traiettorie migratorie che interessano il territorio. La comunità più numerosa è quella romena, con oltre 4.200 residenti, seguita da quelle albanese, marocchina e nigeriana. Accanto a queste presenze, si registra una crescente diversificazione delle provenienze, che riflette percorsi migratori, esperienze e progetti di vita differenti.
Un ulteriore elemento di interesse riguarda l’imprenditoria immigrata. In provincia di Taranto nel 2025 si contano 2.431 imprese a titolarità immigrata, cresciute del 23,3% rispetto al 2020, uno degli incrementi più elevati della Puglia. Una dinamica che testimonia la capacità di iniziativa economica dei cittadini stranieri e il loro contributo alla diversificazione del tessuto produttivo locale. Le attività si concentrano prevalentemente nei servizi, in particolare nel commercio, ma interessano anche altri comparti dell’economia provinciale. È un patrimonio di esperienze e competenze che può essere ulteriormente valorizzato attraverso politiche capaci di sostenere l’iniziativa imprenditoriale, l’accesso alle opportunità economiche e la partecipazione ai processi di sviluppo locale.
Un confronto aperto su un territorio in trasformazione
Queste dinamiche ci dicono che le migrazioni sono già parte integrante della realtà economica e sociale tarantina; è importante, quindi, riconoscerne pienamente il contributo e costruire politiche capaci di intervenire su quattro dimensioni strettamente connesse: lavoro, abitare, salute ed empowerment. È proprio su questi assi che saranno chiamati a confrontarsi gli stakeholder del territorio il 28 ottobre, durante la tappa tarantina dei MiCS – Migrazione Condivisa e Sostenibile, il percorso partecipativo che contribuirà alla costruzione del nuovo Piano regionale delle politiche per le migrazioni.
Durante l’incontro, il lavoro rappresenterà uno dei principali terreni di confronto. La provincia di Taranto presenta un sistema produttivo articolato, nel quale convivono attività industriali, agricoltura, servizi e turismo, attraversati da processi di trasformazione che incidono sulle opportunità occupazionali e sulle condizioni di lavoro. In questo contesto, il contributo dei lavoratori e delle lavoratrici straniere assume un’importanza crescente, ma continua a confrontarsi con forme di segmentazione del mercato del lavoro, precarietà e difficoltà di valorizzazione delle competenze. Occorre quindi promuovere politiche che favoriscano l’occupazione regolare e qualificata, contrastino lo sfruttamento lavorativo e sostengano percorsi di formazione, riconoscimento delle competenze e mobilità professionale. La sfida non riguarda soltanto l’inserimento lavorativo delle persone migranti, ma anche la possibilità di accompagnare le trasformazioni del sistema produttivo verso modelli di sviluppo più inclusivi e sostenibili.
Strettamente connessa al lavoro è la questione dell’abitare. Anche nel territorio tarantino, l’accesso a un’abitazione dignitosa rappresenta una condizione essenziale per costruire percorsi di autonomia e radicamento. Le difficoltà di accesso al mercato privato degli affitti, la precarietà economica e le discriminazioni possono ostacolare la possibilità di trovare soluzioni abitative adeguate, con conseguenze che si riflettono sulla stabilità lavorativa, sulle relazioni sociali e sull’accesso ai servizi. Affrontare questi problemi significa superare interventi frammentati ed emergenziali, promuovendo politiche abitative strutturali, integrate con i servizi territoriali e capaci di valorizzare anche il patrimonio edilizio inutilizzato. In questa prospettiva, l’abitare può diventare uno strumento di inclusione sociale e, allo stesso tempo, un’occasione di rigenerazione urbana e territoriale.
Un terzo ambito di confronto sarà quello della salute, una questione che nel territorio tarantino assume una rilevanza particolare anche alla luce delle disuguaglianze ambientali, sociali e territoriali che ne caratterizzano la storia. Garantire un accesso effettivo ai servizi sanitari significa intervenire sugli ostacoli linguistici, amministrativi, economici e culturali che possono limitare la possibilità di usufruire della prevenzione e delle cure. Le esperienze di medicina di prossimità, mediazione interculturale e collaborazione tra servizi pubblici e Terzo settore indicano la possibilità di costruire risposte più accessibili e attente alle condizioni di vita delle persone. La salute, del resto, non può essere considerata separatamente dal lavoro, dall’abitare e dall’ambiente sociale nel quale si vive: è proprio l’integrazione tra queste dimensioni che può contribuire a ridurre le disuguaglianze e migliorare il benessere delle comunità.
Il quarto asse, quello dell’empowerment, riguarda infine la possibilità di riconoscere cittadini e cittadine straniere non soltanto come destinatari di interventi, ma come soggetti attivi nella costruzione delle politiche e della vita collettiva. La crescita delle presenze straniere e delle iniziative imprenditoriali mostra come le persone migranti contribuiscano già alle trasformazioni del territorio. Occorre rafforzare le condizioni affinché questo protagonismo possa esprimersi anche sul piano sociale, culturale e politico. Sostenere l’associazionismo, valorizzare le competenze, promuovere la partecipazione delle donne e delle nuove generazioni e favorire il dialogo tra istituzioni e comunità migranti significa costruire forme di cittadinanza attiva e rendere le politiche pubbliche più aderenti alle esperienze e ai bisogni di chi vive quotidianamente il territorio.
Di questi temi si discuterà il 28 ottobre 2026 a Taranto, durante la tappa provinciale del percorso partecipativo MiCS. La giornata riunirà istituzioni, servizi pubblici, Terzo settore, organizzazioni sindacali, associazioni, studiosi e cittadini nei quattro tavoli dedicati a Lavoro, Abitare, Salute ed Empowerment. L’obiettivo è mettere a confronto punti di vista, esperienze e competenze differenti, individuando bisogni, criticità e proposte capaci di contribuire alla definizione di politiche migratorie più efficaci e rispondenti alle specificità territoriali.
Il MiCS è promosso dalla Regione Puglia – Sezione Sicurezza del cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia sociale, nell’ambito del progetto Puglia Inte(g)razione. Interazione e Governance interculturale, finanziato dal Fondo FAMI 2021–2027. Il percorso, implementato da NOVA – Consorzio Nazionale per l’Innovazione Sociale, attraversa le province pugliesi raccogliendo contributi, esperienze e proposte che confluiranno nel processo di costruzione del nuovo Piano regionale per le politiche migratorie.
Il programma di Taranto: Programma
Iscrizioni al Percorso MiCS: COMPILA
Informazioni: puglia@integrazione.org
